Driving team talent, through passion, achieving excellence

Quando si parla di talento la tendenza è quella di collegarlo ad un dono supremo: o ce l'hai o non ce l'hai, non lo puoi sviluppare è fuori dalla tua sfera di influenza.

La definizione di talento che negli ultimi anni si è andata sviluppando, permette invece un drastico cambio di prospettiva ed è quella che lo definisce come un insieme di schemi mentali, approcci, sensibilità, filtri e pattern comportamentali ricorrenti, che ogni persona possiede e che nel corso del tempo potrebbe aver ulteriormente sviluppato.

Vi è mai capitato di svolgere un’attività che credevate particolarmente difficile, risultata invece meno complessa del previsto? O ancora, parlando con un vostro amico, vi abbia chiesto di come abbiate fatto a farla così bene e così velocemente?

Quelli sono chiari segnali che, per svolgere quel compito avete messo in campo alcuni dei vostri talenti.
La buona notizia è che tanto più quelle capacità saranno allenate, tanto più vi sarà facile e naturale utilizzarle al meglio.

La maggior parte degli sportivi professionisti, riguardo a come hanno sviluppato il loro talento, citano tre fattori importantissimi: averlo scoperto molto presto (intuizione), averlo allenato con continuità (perseveranza) e caparbietà (fede).
Un trucco sembrerebbe riuscire a far coincidere talento e passione: questo da solo, permette ad ognuno di persistere nell’allenamento, senza accusare troppa fatica in quanto si sta dando libero sfogo ad una necessità interna.

I talenti sono sempre alla ricerca di nuove sfide, pena la noia. Sono proprio queste sfide che sono in grado di fornire loro la possibilità di perfezionamento, in un ciclo senza fine di miglioramento continuo delle loro abilità (ricordate il PDCA Cycle di Deming e Kaizen di Masaaki Imai?).
Questa è l’ultima condizione necessaria che porta all’eccellenza.

Sono persone di questo tipo che ogni leader dovrebbe avere nel proprio team, ancor di più quando i progetti che gestiscono sono ad alta complessità e richiedono buone capacità tecniche, di auto-organizzazione, creative, comunicative e di collaborazione tra le parti.

Questo è quanto gli autori dell’agile manifesto intendevano dire quando nei valori e nei principi di quel documento sottolineavano la necessità di valorizzare maggiormente gli individui e le loro interazioni, oppure quando citavano di costruire i progetti attorno a persone motivate, non il contrario, e ancora quando scrivevano dell’urgenza di dedicare continua attenzione all’eccellenza tecnica.

Questo è quanto Peter Druker voleva dirci quando ci diceva di non perdere tempo a lavorare sulle debolezze delle persone, ma piuttosto di permettere loro di puntare tutto sulle loro forze.

Queste, infine, le ragioni che dovrebbero spingere ogni manager a scoprire al più presto i talenti dei propri collaboratori, guidandoli in quelle direzioni, aiutandoli nella trasformazione da buoni lavoratori a performers eccellenti.

Level

beginner

Language

IT

Duration

45 minutes

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